Una diagnosi sempre più diffusa è quella di fibromialgia.

Si stima che affligga circa il 4% della popolazione, con una spiccata preponderanza femminile; il numero di diagnosi è costantemente in aumento.

Cos’è la fibromialgia

Altro non è se non l’etichetta apposta  chi soffre di dolori diffusi senza una causa apparente.

Analizziamone il nome:

Fibro-  significa naturalmente fibra;

Mio-   dal greco myos, muscolo;

Algia-  sta per dolore.

Perciò fibromialgia significa “dolore nelle fibre muscolari”. Ma questo è ciò che la paziente lamenta, solo ripetuto in un termine più tecnico. La diagnosi di fibromialgia quindi non è altro che una descrizione dei sintomi.

Come si giunge ad una diagnosi di fibromialgia

Non vi sono esami del sangue, del liquor, o di immagini (radiografie, risonanze, ecc.) in grado di riscontrare alcun segno di fibromialgia. Gli esami sono utili per escludere altre patologie: quando tutti gli esami sono negativi, si parla di fibromialgia. Si ha conferma di alterazioni nell’equilibrio di alcuni trasmettitori del sistema nervoso centrale, ma senza una causa conosciuta.

L’unico criterio diagnostico, oltre alla presenza dei sintomi (dolore diffuso e migrante, stanchezza cronica, spesso vertigini e cefalee) è la presenza di alcuni punti dolenti dove il medico preme…il che pare piuttosto approssimativo per giungere ad una diagnosi.

Ai sintomi suddetti si aggiunge spesso uno stato definito depressivo che accompagna i dolori: la terapia standard prevede infatti l’uso di antidolorifici ed antidepressivi.

Ragionando, però, questo suona come un “hai male ovunque e non troviamo niente di patologico, ma non possiamo dire di non sapere cos’hai nè che è tutto nella tua testa; ecco dunque delle pillole che dovrebbero farti sentire più allegra mentre continui ad avere dolori”.

E’ fondamentale capire che se depressione e fibromialgia vanno sovente a braccetto, non è perchè la prima si accompagni volentieri alla seconda: sono (comprensibilmente!) poche le persone che, sentendosi fiacche e doloranti ogni giorno, riescono ad essere di buon umore. Ma da questo status al ricorrere a psicofarmaci il passo dev’essere necessariamente lungo, specie in presenza di una diagnosi che altro non è se la presenza di un insieme di sintomi.

Per la mancanza di un’eziologia e l’assenza di qualsivoglia agente causativo specifico, mettiamo in seria discussione l’esistenza della fibromialgia come entità patologica.

Come possiamo aiutare

L’esperienza e la ricerca dimostrano che l’approccio chiropratico può spesso risolvere i sintomi della fibromialgia in quanto, proprio poichè non vi è uno stato patologico, indagando sulle cause e ripristinando la miglior funzionalità possibile, si pone il sistema nervoso in condizioni di funzionare al meglio, e quindi senza dolore.

In modo particolare grazie al metodo Sanrocco riscontriamo spesso, in chi soffre della cosiddetta fibromialgia, tensione della dura madre, squilibri metabolici e tossicità, su cui possiamo intervenire.

Modificando tali meccanismi e lavorando con l’organismo piuttosto che modificarne artificialmente la chimica, gli si può dare la possibilità di essere normale: forte, sano e senza dolore.

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