– Ci succede spesso di leggere di studi dai risultati miracolosi nell’ambito della sanità
– Citare il risultato di un singolo studio equivale a divulgare fake news
– Molte ricerche hanno risultati diametralmente opposti

Uno studio ha dimostrato che…” Siamo bombardati più o meno quotidianamente da articoli di giornale e reportage nei notiziari che iniziano con questa frase. Ma quanti di questi sono davvero informativi e quanti invece costituiscono, in effetti, fake news della sanità? E cosa dobbiamo sapere per poter discriminare tra notizie utili e informazioni irrilevanti?

Il metodo più interessante è quello usato dall’ American Journal of Clinical Nutrition nello studio “Is everything we eat associated with cancer?” . In esso, i ricercatori hanno scelto cinquanta ingredienti di uso comune da un libro di ricette, e per ognuno di loro hanno cercato tutti gli studi scientifici effettuati sulla loro associazione con il cancro. Il risultato è stato notevole: per ogni ingrediente sono stati trovati studi che dimostrano che il suo consumo protegge dal cancro, e anche studi che dimostrano che lo causa (con un’unica eccezione: il bacon – la pancetta degli americani- per cui esistono solo studi che dimostrano che causa tumori e nessuna prova che contribuisca a prevenirli). In breve, per ogni cibo vi sono studi che dimostrano una cosa ed altri che ne dimostrano l’esatto contrario! E in questo caso parliamo addirittura di come un cibo possa causare una patologia letale ed allo stesso tempo proteggerci dalla stessa.

Cosa significa questo per noi? In breve, che è bene non dare retta alle notizie (spesso iperboliche e sensazionalistiche) che attribuiscono proprietà benefiche e quasi miracolose ad un cibo (o sostanza, o terapia) basate sui risultati di un singolo studio. La verità scientifica non si basa infatti sui risultati di una singola ricerca, che è invece il punto di partenza per indagare ulteriormente.

Inoltre, sta agli esperti e non ai giornalisti appurare la qualità dei singoli studi: molto spesso sono disegnati male, o sono effettuati su un campione molto piccolo e quindi insignificanti, o viziati da conflitti d’interessi.

Una parte la fa anche l’industria, specie nel campo dell’alimentazione, con la tendenza – comprensibile-  ad utilizzare i risultati di singole ricerche a fini di marketing. Se di recente avete letto di studi sui benefici antiossidanti del vino e del cioccolato, siete in buona compagnia. Questi benefici non sono falsi, essendo stati dimostrati in laboratorio; semplicemente, ne viene ampliata l’importanza ed allo stesso tempo vengono omesse le ricerche che dimostrano gli effetti negativi di tali alimenti. Per quante proprietà antiossidanti possano avere, vino e cioccolato non possono esser certo considerati come parte di un’alimentazione sana!

Si potrebbe obiettare che anche questo mio articolo è basato su un singolo studio scientifico. Infatti ne è stato scelto uno come esempio: dalle terapie per il mal di schiena ai farmaci contro il colesterolo agli effetti dello sport, le ricerche dai risultati contrastanti sono presenti in numerosi campi, e sarebbe futile e tedioso elencarle in gran numero.

La conclusione? Possiamo difenderci dalle fake news della sanità. Non esistono cure miracolose nè farmaci senza effetti collaterali, nè vi sono “super-alimenti” che ci proteggono da ogni tipo di malanno. I consigli delle nonne – scegli molta verdura e frutta, non ti ingozzare, mangia quello che cucino io invece dei prodotti industriali – sono spesso più validi di molti titoli di giornale in ambito sanità che annunciano il “nuovo studio” del giorno.

 

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